Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

random_image2.jpg

 

Il Sole 24 Ore del 23-11-2018

Realizzata una lente a contatto in grado di curare il glaucoma e la degenerazione maculare. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications dagli scienziati della Nanyang Technological University di Singapore, secondo cui il dispositivo sarebbe in grado di rilasciare i farmaci direttamente nell'occhio.

I ricercatori spiegano che gli attuali metodi di trattamento localizzati, come colliri e unguenti oftalmici, sono ostacolati dalle naturali difese dell'occhio, dalle palpebre e dalle lacrime. Le iniezioni intraoculari possono, invece, essere dolorose e comportare il rischio d’infezioni e di danneggiare gli occhi. Di conseguenza, alcuni pazienti non sono in grado di seguire il trattamento necessario per tenere sotto controllo i loro disturbi oculari, molti dei quali richiedono una gestione a lungo termine.

Per risolvere questi problemi, gli scienziati hanno sviluppato una lente a contatto delle dimensioni di 2 millimetri per 2 mm, simile a un cerotto, dotata di sottilissimi microaghi in cui vengono inseriti i medicinali, attraverso i quali può rilasciare nell’occhio i farmaci in modo controllato. Nello specifico, dopo che il dispositivo viene premuto brevemente e delicatamente sulla superficie dell'occhio - proprio come avviene con le normali lenti a contatto –, i microaghi che vi sono applicati si staccano da soli e rimangono nella cornea, rilasciando lentamente il medicinale mentre si dissolvono.

La lente è stata testata su un gruppo di topi affetti da vascolarizzazione corneale, un disturbo caratterizzato dalla crescita anomala di vasi sanguigni sulla cornea. L’esperimento ha dimostrato che il nuovo dispositivo, con una singola applicazione, è stato più efficace del 90% nell’alleviare il disturbo rispetto all'applicazione di un collirio con un contenuto di farmaci 10 volte maggiore. Alla luce di questi risultati, gli autori ritengono che l’impiego del “mini-cerotto” potrebbe rappresentare una valida alternativa all’impiego degli attuali trattamenti oftalmici.

“I microaghi sono fatti di una sostanza che si trova naturalmente nel corpo, e abbiamo dimostrato nei test di laboratorio sui topi che sono indolori e minimamente invasivi – spiega Peng Chen, che ha coordinato la ricerca -. Se replicheremo con successo gli stessi risultati negli studi sull'uomo, il cerotto potrebbe diventare una buona opzione per la cura delle patologie oculari che richiedono una gestione a lungo termine a casa, come il glaucoma e la retinopatia diabetica. I pazienti che trovano difficile applicare ripetutamente colliri e unguenti troveranno utile il cerotto, perché è potenzialmente in grado di ottenere lo stesso effetto terapeutico con un dosaggio inferiore e meno frequente”.

di Nadia Comerci

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

Sede

Via Mozart, 16
20122 Milano
Tel. 02 76011893
uiclomb@uiciechi.it
Codice fiscale: 97006460154
Codice IBAN: IT69 E 03111 01604 0000 0000 4658