Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Tecnomedicina del 09-07-2018

Sono ora 52 gli interventi di impianto di protesi retinica Argus II eseguiti in Italia in quasi 7 anni. L’ultimo paziente sottoposto all’impianto è un ragazzo di 35 anni di Firenze, il più giovane tra tutti i 52 pazienti sui quali è stato effettuato l’intervento di protesi retinica Argus II.
La Retinite Pigmentosa è una malattia di notevole rilevanza sociale sia perché, seppur rara, si presenta con frequenza elevata, sia perché fortemente invalidante. Secondo le statistiche internazionali, la Retinite Pigmentosa colpisce circa 1 persona ogni 3.500-4.000; complessivamente le degenerazioni retiniche ereditarie colpirebbero circa 2 milioni di persone nel mondo, di cui circa 1,5 milioni sarebbero affette da Retinite Pigmentosa. In Italia si contano più di 20.000 persone che soffrono di Retinite Pigmentosa e 167.000 in Europa.
Per i pazienti divenuti ciechi a causa della Retinite Pigmentosa, la protesi epiretinica di Second Sight Medical Products rappresenta oggi l’unica risposta efficace volta a migliorare la loro qualità di vita. La patologia, genetica e degenerativa, in molti casi porta il paziente alla cecità e non ci sono cure al momento disponibili. Con Argus II il paziente potrebbe riacquistare un buon grado di autonomia, visualizzando ostacoli e oggetti sia negli ambienti interni sia all’esterno.
La protesi, impiantata con intervento chirurgico – della durata di 1-2 ore – e ricovero di un giorno, è un dispositivo di neuro-stimolazione in grado di bypassare le cellule foto-recettrici danneggiate e stimolare le rimanenti cellule retiniche vitali. Grazie ad una piccola videocamera posta sugli occhiali in dotazione al paziente, Argus II cattura e converte le immagini in una serie di piccoli impulsi elettrici, che vengono trasmessi in modalità wireless ad una matrice di elettrodi impiantati sulla superficie della retina. Tali impulsi hanno lo scopo di stimolare le cellule rimanenti della retina, con conseguente creazione di motivi di luce che vengono trasmessi dal nervo ottico al cervello. Non tutti i pazienti sono eligibili per l’intervento, ma coloro che vengono impiantati sono seguiti in un percorso di riabilitazione personalizzato durante il quale imparano a interpretare questi stimoli visivi. La presenza di centri di riabilitazione in quasi tutte le regioni italiane, fa si che oggi il paziente non debba più viaggiare per seguire la terapia.
Il 52° impianto di protesi retinica Argus II recentemente realizzato fa parte degli oltre 300 interventi portati a termine nel mondo fino ad oggi. In Italia, come nel mondo, la tecnologia di ultima generazione applicata a malattie rare come la retinite pigmentosa, è oggi una realtà.
Il Sistema Argus II di Second Sight impiega la stimolazione elettrica per bypassare le cellule morte e stimolare le rimanenti cellule retiniche vitali inducendo una percezione visiva in persone con grave o profonda degenerazione retinica esterna. L’Argus II funziona convertendo le immagini catturate da una videocamera in miniatura montata sugli occhiali del paziente in una serie di piccoli impulsi elettrici, che vengono trasmessi in modalità wireless ad una matrice di elettrodi impiantati sulla superficie della retina. Tali impulsi hanno lo scopo di stimolare le cellule rimanenti della retina, con conseguente percezione di modelli di luce nel cervello. Il paziente poi impara a interpretare questi modelli visivi, riguadagnando così qualche funzione visiva. Il sistema è controllato da un software ed è aggiornabile e questo può portare a migliori prestazioni nel momento in cui nuovi algoritmi vengono sviluppati e testati. Argus II è la prima retina artificiale ad aver ricevuto un’ampia approvazione ed è disponibile presso i centri accreditati in Canada, Francia, Germania, Iran, Italia, Russia, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Taiwan, Turchia, Regno Unito e USA.

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

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