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Clicmedicina.it del 18-01-2018

Bulbo oculareI soggetti con retinite pigmentosa (RP) in fase molto avanzata possono migliorare la loro vista per circa due anni con l’impianto subretinale.

È quanto sostiene il prof. Thomas L. Edwards, dell’Università di Oxford, che ha eseguito l’intervento in sei soggetti con retinite pigmentosa.

L’impianto è stato posto chirurgicamente nell’occhio in peggiori condizioni dei partecipanti con discreto successo; i pazienti sono stati sottoposti a numerosi test della visione nei 12 mesi successivi all’intervento.

“Nel campo delle protesi elettroniche retiniche si stanno compiendo grandi progressi e registriamo un parziale ripristino della funzione visiva nei pazienti affetti da una retinite pigmentosa allo stadio finale. Nel nostro studio sono stati arruolati pazienti gravi per i quali fino a poco tempo non si aveva a disposizione alcun trattamento efficace”, dichiara Edwards.

L’impianto è riuscito in quasi tutti i partecipanti, che hanno potuto riacquistare la visione temporale e localizzare la provenienza della luce; in un caso questo non è avvenuto per problemi legati a danni dello stesso impianto.

L’impianto subretinale di seconda generazione è in grado di far guadagnare un certo vantaggio visivo ai pazienti che hanno una funzione retinica residua.

Edwards e il suo team hanno trattato in tutto 21 pazienti con questo tipo di impianto. Il passo successivo sarà quello di monitorare nel tempo questi casi per valutare il funzionamento del dispositivo nel lungo termine.

Lo studio è stato pubblicato su Ophthalmology.

 

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A cura di Massimiliano Penna