Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
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La Nuova Ferrara del 21/10/2020

FERRARA. Doveva prendere un appuntamento per la visita di controllo al suo glaucoma, e il medico del Centro del glaucoma di Cona gli aveva lasciato in mano una richiesta "aperta" per il 2021, invitandolo a recarsi in accettazione. Allo sportello, però, gli hanno comunicato che «per l'intero 2021 non c'era una sola data libera», e che quindi non erano in grado di confermagli l'appuntamento. «Provi ogni tanto per vedere se si libera un posto» è stato il consiglio che l'anziano, sconsolato, si è sentito dire. È successo ieri mattina a Cona, un piccolo episodio che rende però l'idea della difficoltà nella quale versano alcune specialistiche (Oculistica occupa un posto di assoluto rilievo in questa classifica), in un momento delicatissimo a cavallo tra il tentativo di recuperare il terreno perduto dal lockdown e l'incubo di nuovi stop per la seconda ondata di coronavirus.

IL CASO. Il caso in questione è appunto seguito dal Centro per il glaucoma del Sant'Anna, una struttura di eccellenza che come tutte le altre ha dovuto cedere il passo al coronavirus, la scorsa primavera. «Sono stato operato più di 10 anni fa ad un occhio e da allora ho bisogno di controlli con cadenza semestrale - racconta il diretto interessato - L'appuntamento di marzo è saltato per la pandemia, mi avevano appunto rinviato a ottobre. Ieri mi sono presentato e la visita me l'hanno fatta, applicandomi anche una lente speciale a protezione della cicatrice. Il medico mi ha detto di presentarmi ogni mese per cambiarla, passando però per il Pronto soccorso perché una nuova visita non si sapeva quando sarebbe stato possibile ottenerla». Di qui la certificazione aperta per tutto il 2021, ma neppure così è stato possibile prenotare la visita.

LA SITUAZIONE. Non è la prima volta che vengono segnalate agende piene, per molti mesi o addirittura un anno e più, soprattutto in ambito oculistico: sugli interventi di cataratta, ad esempio, la caccia ad una data utile si sta ormai trasferendo sulle strutture private, vista l'enorme difficoltà ad ottenere la prestazione dalla sanità pubblica.

Del resto, il recupero delle 87mila prestazioni rinviate dal lockdown è stato quasi totale, con uno sforzo notevole soprattutto a settembre e ottobre, ma la carenza di personale continua a creare difficoltà in diverse specialistiche. «Perché Oculistica in particolare?

Forse c'è un problema di specializzazione di questi medici - ipotizza Erica Salvioli (Cgil sanità) - In ogni caso da settimane chiediamo alle due direzioni aziendali, Asl e Sant'Anna, un quadro chiaro delle disponibilità di personale, in vista dell'annunciato mantenimento dei servizi ordinari con l'esplosione della seconda emergenza coronavirus». Domani è previsto un incontro con entrambe le direzioni, dal quale i sindacati si aspettano un chiarimento.

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A cura di Massimiliano Penna

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