Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Il Messaggero del 10/10/2020

Quel marciapiede conosciuto e il bastone che misura il mondo circostante. Poi qualcosa va storto, i piedi bloccati, un ostacolo infido e una caduta. Numerosi sono i soci dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Roma che hanno avuto incidenti con i monopattini abbandonati sui marciapiedi. E scatta la petizione.

ROMA. Luciano è non vedente da quando era bambino. Una vita di esercizi, allenamento e pratica. Muoversi e camminare per strada - la sua strada - è ormai una abilità acquisita. Misura spazi e tempi con il suo bastone. Ma qualche settimana fa ha incontrato il suo incubo. Un monopattino piazzato selvaggiamente proprio sul suo percorso, su quel marciapiede di una vita. «Mi trovavo a camminare lungo via Appia Nuova - racconta Luciano, socio dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Roma - quando all'improvviso sento i piedi bloccati. Un monopattino è parcheggiato trasversalmente lungo il passaggio, ad occupare quasi tutta la profondità del marciapiede. Mi rendo conto che sta per farmi rovinare in terra». Il panico della caduta. È un attimo. «Fortuna ha voluto che in senso contrario l'istinto di un passante si trasformasse in punto d'appoggio capace di farmi riconquistare all'ultimo momento l'equilibrio». Ancora ne parla con affetto, Luciano. Per quella persona che l'ha raccolto.

LO SCONTRO

Ma cos'era successo? «Per una serie di circostanze sfortunate il mio bastone bianco aveva oltrepassato la pedana del monopattino senza che così avessi modo di capire cosa si stava materializzando davanti a me». Altri non vedenti non hanno avuto la stessa fortuna di un passante pronto: sono caduti a terra. «Non sono riuscito ad evitare quel monopattino, ho sbattuto e ho perso l'equilibrio e la caduta s'è portata dietro tanta amarezza», racconta un altro testimone.

Simonetta, invece, passeggiava accompagnata dal suo magnifico cane guida Tea, un bellissimo labrador nero, il suo compagno fedele di viaggi cittadini.

Simonetta ha rischiato di essere scaraventata a terra proprio dal suo stesso amico a quattro zampe che voleva salvarla da un monopattino: «Ero sul marciapiede di via Boccea - racconta - una strada che conosciamo molto bene io e Tea. Mancava poco per arrivare all'attraversamento pedonale, quando sento un forte strattone di Tea, il suo balzo improvviso verso di me come a proteggermi, tanto da spostarmi ma in modo troppo repentino rispetto alle modalità di addestramento. Non ho capito cosa avesse spinto il mio cane a quel comportamento, fino a quando due persone vicino a me non mi hanno detto che un attimo prima a tutta velocità ci aveva superato e poi tagliato la strada un monopattino sfiorando Tea che spaventatissima non solo non l'aveva visto ma neanche sentito arrivare». (L. Lar.)

 

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A cura di Massimiliano Penna

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