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Prima Pagina News del 12.07.2020

Appena fresco di stampa, tradotto in inglese per il grande mercato librario internazionale, l’ultimo saggio scientifico del prof. Massimo Fioranelli, “The Tenth Circle - Notes for a disability history”, 157 pagine, Mimesis Edizioni 2020,e in cui lo scienziato analizza il pianeta della disabilità con la sagacia e l’acume di un grande intellettuale moderno.

Massimo Fioranelli sembra un genio posseduto dalla follia, soprattutto per il modo come ci racconta questo suo capolavoro: “Vede, forse non lo sa neanche lei, ma quando Dante, accompagnato da Virgilio, visitò tutti e nove i cerchi dell'Inferno, in realtà in quel luogo così spaventoso non trovò traccia dei disabili. Eppure, a quel tempo, essi erano considerati portatori del peccato massimo e cioè la non conformità al paradigma della specie umana, ossia all'immagine di Dio.

Da qui il titolo, “Il decimo cerchio” è per me quel pezzo di Inferno che va cercato sulla terra”.

- Professore abbia rispetto per la nostra semplicità, e sia più chiaro per favore.

“Allora mi segua con attenzione. Da sempre l'esser fuori da una norma è considerato un attentato all'ordine naturale delle cose, un pericolo da combattere con ogni energia. Essere diversi dalla maggioranza dei propri simili produce uno svantaggio sociale, un handicap, e relega l'individuo ai margini della comunità di appartenenza, quando non lo estromette del tutto.Ebbene, la storia della disabilità e della sua percezione culturale nelle varie epoche è secondo me la mappa delle più irrazionali e ataviche paure dell'uomo: l'orrore della diversità e il sospetto che possa portare sciagura e morte, con la conseguente feroce determinazione a cancellare per quanto possibile ogni segno della differenza o almeno a negargli potenza e renderlo innocuo”.

- Possiamo dire che è un saggio dedicato alla condizione dei disabili?

“Nell’antichità la disattenzione ai disabili, l’isolamento e l’indifferenza, erano la regola. L’esclusione e l’emarginazione sociali erano considerate adeguate condizioni di vita, per i disabili fisici e mentali. Il testo propone una sintesi storico-sociale, sul trattamento e l’attenzione che la società ha riservato negli anni alle persone disabili, dall’antichità ai giorni nostri, nei diversi contesti, storici, sociali e religiosi.

Una raccolta di appunti, interessante e stimolante, in cui il racconto della disabilità nei secoli è arricchito dall’analisi dell’evoluzione non solo del pensiero medico, ma anche da una rigorosa descrizione dell’evoluzione del pensiero filosofico, storico e religioso e delle rivoluzioni culturali.

Il decimo cerchio è l’anello mancante, quel pezzo di “Inferno” dantesco, che va cercato sulla terra, in cui si trova traccia dei disabili che Dante accompagnato da Virgilio non trovò nel suo viaggio, eppure come ribadisce l’autore: “a quel tempo erano considerati portatori del peccato massimo ossia la non conformità fisica e mentale”.

“The Tenth Circle- Notes for a disability history” è un saggio che farà molto discutere, soprattutto in America dove il tema della disabilità per anni è sembrato un tema-tabù e che ora invece occupa la top ten di tutti i grandi dibattiti sociali del Paese.

La visita a quello che lo scienziato chiama “ il decimo cerchio”, e in cui Massimo Fioranelli ci guida prendendoci per mano e conducendoci con forza in una bolgia infinita di emozioni e di reazioni diverse, inizia infatti con il gettare uno sguardo critico verso l’indifferenza e il rifiuto che hanno caratterizzato la vita delle persone disabili nelle società antiche, “in cui deformità e minorazioni –sottolinea il professore- producevano un segno immediatamente visibile e una condanna certa e senza appello all’esclusione della vita civile”.

- Esclusione vera e propria?

“Peggio ancora. Era un marchio negativo e indelebile, di cui non si sarebbero più liberati”. Successivamente l’autore del saggio passa ad esaminare l’emarginazione sociale vissuta dai disabili nel Rinascimento, periodo che comunque segna una transizione epocale: “finalmente – sottolinea Massimo Fioranelli- si comincia ad avere gradualmente, una maggiore comprensione delle difficoltà del disabile e uno sguardo iniziale di carità e misericordia, fino a considerare anche la loro salute e il recupero parziale di alcune funzioni, attraverso le prime cure mediche, antesignane delle future cure riabilitative”.

- Una rivoluzione, pare di capire?

“È certamente la prima significativa svolta rispetto all’attenzione e alla cura sociale, nei confronti di soggetti bisognosi e più deboli. La persona disabile per la prima volta viene considerata come soggetto degno di cure ed assistenza.

I dottori nel tempo hanno con i loro pazienti un rapporto materno e caritatevole, si sviluppano i primi rudimenti della riabilitazione motoria moderna, insieme ad una “psicomotricità ante litteram”, elementi fondamentali ancora oggi, per migliorare la qualità della vita della persona disabile”.

Il professore non dice però la cosa più importante, ma che alla fine risulterà la vera grande chiave del successo internazionale di questo suo ultimo saggio scientifico tradotto in inglese, ma chi di lui sa molte cose e lo conosce perfettamente bene usa questa provocazione impossibile: “La vera grandezza di questo libro per chi è chiamato ad analizzare l’animo umano, è il suo contenuto più intimo, e che è una mappa vera e propria delle più irrazionali paure dell’uomo.

Una per tutte, l’orrore della diversità. E poi, ancora, il sospetto che possa portare sciagura. Mi creda, sarà un saggio destinato a restare nel tempo”.

di Maurizio Pizzuto

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A cura di Massimiliano Penna

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