Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Il Gazzettino del 03.05.2020

BELLUNO. Sulla scala mobile con i cani si deve poter salire. Tutto il resto è discriminazione. Così una sentenza della Corte d'Appello di Venezia mette il punto, per ora, sulla vicenda giudiziaria iniziata nel 2015 tra un gruppo di non vedenti e il Comune di Belluno.

Dopo anni il gruppo esulta perché giustizia è stata fatta, ma il sindaco Jacopo Massaro da parte sua fa sapere che rispetta la sentenza ma la trova assurda e resta fermamente convinto della propria ragione.

Era il 9 maggio 2015 quando un gruppo di persone non vedenti provò a salire sulla scala mobile del parcheggio di Lambioi con i propri cani guida. Nel giro di pochi minuti vennero bloccati e fatti scendere dal personale di controllo che, trattandosi di un impianto a fune per la forte pendenza, applicarono la normativa che vieta di far salire i cani. Ne nacque, in pochi minuti, un can can. Da qualche tempo la società Bellunum, gestore dell'impianto, in accordo con l'amministrazione comunale, aveva affisso all'ingresso un cartello in cui si vietava l'accesso non solo a cani da compagnia ma anche ai cani guida che accompagnano i ciechi. Cartello, secondo il gruppo di non vedenti protagonista dell'episodio, in contrasto con la Legge dello Stato 37/1974 che garantisce il libero accesso dei cani guida ovunque. La diversa interpretazione della natura dell'impianto, e dunque delle leggi a cui fare riferimento in quel caso generarono una disputa arrivata subito a Palazzo di Giustizia. A ripercorrere l'accaduto, oggi, sono Alessandra Bragagnolo, Ilaria Frenez, Fernando Giacomin, Mauro Quintavalle, Laura Raffaeli, Massimo Vettoretti, Nadia Zanella e Simona Zanella.

«La vicenda arrivò al tribunale di Belluno dove le richieste di questi amici, in prima istanza, furono rigettate con una sentenza che venne definita dallo stesso avvocato degli accusanti, Chiara Frare, inaccettabile spiegano -. Dopo anni di battaglie legali si è ora arrivati alla sentenza della Corte d'appello di Venezia. Tutte le istanze presentate con il ricorso in appello, finalmente, sono state accettate arrivando alla condanna dell'amministrazione comunale e della Bellunum per la violazione delle leggi sopra riportate».

Ma da Palazzo e Bellunum vanno avanti a testa alta. «Bellunum avrebbe dovuto non applicare una norma sulla sicurezza delle scale mobili ritenendo ci fosse una qualche forma di discriminazione commenta Massaro -, parliamo di persone che normalmente non parcheggiano a Lambioi perché non hanno bisogno di farlo visto che siamo una delle poche città italiane che consentono a chi ha disabilità di parcheggiare non solo negli stalli a loro riservati, non solo nelle strisce blu e bianche, ma addirittura in qualsiasi posto che non sia uno stallo purché non si intralci il passaggio. Il fatto che noi dovremmo disapplicare le norme di sicurezza su un impianto come quello è assurdo, noi rispettiamo la sentenza ma non la condividiamo minimamente».

Non è comunque ancora detta l'ultima parola. «Ora attendiamo il passaggio in Cassazione conclude Massaro -. Siamo tranquillissimi perché sappiamo di aver operato nel giusto».

di Alessia Trentin

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