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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"La Gazzetta dello Sport " del 24 Novembre 2017

Paralimpici, beffa burocratica: la città paralimpica inaugurata e chiusa

 

Manca ancora l'ultimo via libera dell'Eur S.p.A. Il presidente paralimpico Pancalli: "Mi vergogno da cittadino e da disabile. Non resta che restituire le chiavi al Comune".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro dello Sport Luca Lotti, il presidente del Cip Luca Pancalli , la sindaca Virginia Raggi, il presidente del Coni Giovanni Malagò e alcuni atleti paralimpici in occasione della cerimonia di inaugurazione del Centro di preparazione olimpica del Cip al Tre Fontane a Roma, 25 settembre . (Ansa)

CHE TRISTEZZA. Basta passare sulla via Cristoforo Colombo, a Roma, per rendersene conto: la città paralimpica delle Tre Fontane è chiusa. E pensare che era stata inaugurata lo scorso 25 settembre. Alla presenza del presidente della Repubblica e della sindaca Virginia Raggi, che aveva parlato di «un sogno che si realizza». Dieci anni dopo la prima prima pietra, il centro sembrava finalmente a disposizione dei gruppi sportivi della zona e degli atleti paralimpici. Quel pomeriggio Mattarella si trattenne soprattutto con la Nazionale degli amputati. Poi il capo dello Stato incontrò la dolcezza di Sara, una bambina su una carrozzina che aveva realizzato, lei sì, il sogno di giocare a basket.

LA BEFFA. Oggi quelle tante immagini rischiano di diventare una beffa. Perché la cittadella paralimpica non è mai stata aperta, l'ennesima trappola burocratica è scattata, l'Eur S.p.A. non vuole dare il via libera per l'accatastamento, l'ultimo colle da scalare prima dell'apertura al pubblico. Luca Pancalli, il n°1 del Comitato paralimpico, è affranto: «Mi vergogno. Da cittadino, da disabile, da presidente del Cip. Se non succederà qualcosa in queste ore, ci resterà solo una cosa da fare: restituire le chiavi al Comune. Abbiamo fatto tutto quello che serviva, verificata l'assenza di ogni barriera, è tutto pronto. Però manca quel documento».

ACCATASTAMENTO. Ma che diamine può essere accaduto in questa specie di maledizione che sembra accompagnare il parto di questo super impianto, fatto di piscina, campi di calcio a 5 e di tennis, pista di atletica (e che ha già finanziati i 6,3 milioni di euro per il Palazzetto e la Foresteria)? Il centro paralimpico sorge in un territorio che è di Roma Capitale e di Eur S.p.A. (per poco meno della metà del terreno). Dopo un continuo tira e molla, finalmente il consiglio di amministrazione di Eur S.p.A. e la giunta comunale firmano gli atti per la cessione per un anno a titolo di comodato gratuito. Tutti a dire: finalmente! Il 31 ottobre si sottoscrive il contratto su questa base con l'impegno al via libera per l'accatastamento. Telenovela finita? Macché: nelle ultime ore, i dirigenti paralimpici si sentono dire dai legali che non c'è il semaforo verde per l'accatastamento. Cioè? Un nuovo, l'ennesimo contenzioso fra Eur S.p.A. e Roma Capitale? Che fare per sbloccare il caso? Ma perché ci deve andare in mezzo il «sogno» paralimpico? Al momento attuale, sono domande senza risposta.

 

 



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