Vai al menu

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"La Nuova Sardegna " del 9 Ottobre 2017

I libri tattili dei detenuti abbattono tutte le barriere

Al carcere di Badu 'e Carros la menzione speciale del concorso "Tocca a te"

«Così si apre un ponte di dialogo e di inclusione tra l'istituto e la realtà esterna»

NUORO. «Entrare per la prima volta in una realtà carceraria ci ha fatto vedere un mondo escluso. Un mondo di sofferenza in cui le persone che abbiamo incontrato ci hanno mostrato grande rispetto, sensibilità umana e desiderio di fare. Fare delle cose, dedicarsi, essere motivati a fare per restituire qualcosa al mondo di fuori. Quest'esperienza, che speriamo di poter replicare in futuro, ci fa pensare che il carcere debba dare delle opportunità di riscatto ai suoi ospiti. In mezzo al freddo di tutto quel ferro cigolante e arrugginito». Parlano in coro, Cristina Berardi e Daniela Pomata, insegnante bibliotecaria alle elementari di Furreddu, la prima; bibliotecaria della Cooperativa per i Servizi bibliotecari di Nuoro, la seconda.Pronte entrambe, ora, a consegnare di persona ai detenuti di Badu 'e Carros la targa appena arrivata "Menzione speciale Libro del Cuore", assegnata ad Assisi in occasione della quarta edizione del concorso nazionale di editoria tattile "Tocca a te!", organizzato dalla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi onlus insieme alla Fondazione Robert Hollman e con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune capoluogo, la città di San Francesco, appunto.«I detenuti dell'Istituto di pena di massima sicurezza Badu 'e Carros di Nuoro che hanno partecipato al progetto - sottolinea Gianluca Rapisarda, direttore IRiFoR e presidente della giuria del concorso - si sono mostrati entusiasti della proposta e motivati al lavoro e alla ricerca di soluzioni per la realizzazione delle storie, delle illustrazioni e delle rilegature dei libri, organizzandosi autonomamente in gruppi di lavoro coordinati da Cristina Berardi e Daniela Pomata». Sono le due bibliotecarie, infatti, ad aver proposto al carcere, a titolo di volontariato, il progetto "Leggere con le mani" e ad aver saputo coinvolgere a partire dal febbraio scorso 21 detenuti (disposti in quattro gruppi) del penitenziario nuorese, con il sostegno e la disponibilità della direttrice della Casa circondariale Luisa Pesante (sostituita il 15 settembre scorso da Patrizia Incollu) e dello staff delle educatrici.«L'introduzione dei vari materiali all'interno dell'Istituto di pena - spiegano le due volontarie - non è cosa scontata (non sono consentiti: metalli vari, forbici appuntite, tubetti di latta come quelli dell'attaccatutto e altri materiali ancora) e ogni settimana è stato necessario presentare in anticipo al reparto di sicurezza del carcere, l'elenco dei materiali da introdurre, perché fossero autorizzati». Piccole difficoltà davanti al grande entusiasmo subito manifestato dai detenuti che hanno poi realizzato i libri tattili o cosiddetti "sensoriali". «La grande forza e la splendida "magia" dei libri tattili - spiega ancora Gianluca Rapisarda - è quella di favorire attività manuali e di laboratorio in ciascuno di noi, annullando ogni tipo di "barriera" e riuscendo persino a creare un ponte di dialogo e di inclusione tra la realtà esterna e il carcere».Tre i libri realizzati dai detenuti di Badu 'e Carros con Cristina Berardi e Daniela Pomata e poi premiati con la menzione speciale: "L'Italia e le sue venti Regioni"; "Gli animali della savana" e "La giornata di Mario". «Per la trascrizione dei testi in braille - dicono le due bibliotecarie volontarie - ci siamo rivolte all'Istituto Unione ciechi di Nuoro, che con dedizione e tempismo ha provveduto, nella persona del signor Pietro Manca, a tradurre i testi dei tre libri». A dire il vero c'era in programma anche la realizzazione di un quarto libro, ma il gruppo di lavoro dei carcerati è stato interamente trasferito da Nuoro in altri penitenziari dell'isola e della penisola. «Il quarto libro era stato pensato sulle mani e la diversa pelle - svelano Berardi e Pomata -, non soltanto da un punto di vista del colore ma dal punto di vista tattile: le mani ruvide che lavorano, quelle lisce che accarezzano, le mani grandi che stringono quelle piccole... ».

di Luciano Piras

 

 



Cerca nel sito | Mappa del sito | XHTML 1.0 Valido | Torna ad inizio pagina
Copyright © 2006 - 2017 Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia. Codice fiscale 97006460154