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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


" intoscana.it " del 20 Settembre 2017

Stanislao Rizzo: a Firenze l'autore del primo trapianto di retina artificiale al mondo

 

Nell'Ospedale di Careggi si eseguono interventi con la protesi retinica 'Argus' che si basa su una tecnologia all'avanguardia ed è un'eccellenza assoluta a livello internazionale

Il Professor Stanislao Rizzo Primario del Dipartimento di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, di recente insignito dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica, è stato il primo dottore nel mondo a fare un impianto di retina artificiale per curare la retinite pigmentosa, malattia rara e degenerativa che porta i pazienti alla totale cecità. Il professore si è trasferito da Pisa a Careggi due anni e mezzo fa e a Firenze ha portato la protesi retinica Argus II che si basa sulla tecnologia Second Sight, un'eccellenza assoluta nel campo della chirurgia oftalmica per la Regione Toscana.

Lei è stato il primo dottore a fare impianti di "retina artificiale", in cosa consiste questo intervento?

"Retina artificiale" è un termine tecnicamente non corretto, è una protesi che si impianta sulla retina e sostituisce alcune funzioni, alcune cellule retiniche. In particolare sostituisce i recettori cioè le cellule che sono deputate nella retina ad acquisire le immagini e trasformarle in stimolo elettrico, quindi la protesi retinica o "retina artificiale" non fa altro che assorbire le immagini cioè gli stimoli luminosi e trasformarli in un impulso elettrico che poi attraverso il nervo ottico vanno nella corteccia visiva. Siamo stati i primi a Pisa nel 2011 a impiantare questo sistema che era stato presentato negli Stati Uniti un po' di tempo prima, il così detto "trial pilota". Ma i primi a provarlo siamo stati noi a Pisa. L'impianto è un sistema molto complesso perché consta di una parte esterna, una sorta di telecamera che acquisisce le immagini e le elabora con un microcomputer, che può stabilire il chiarore, lo zoom, la definizione. Questo computer trasmette in maniera wirless cioè senza fili le informazioni a degli elettrodi posti sulla retina. È un sistema molto complesso dal punto di vista della tecnologia e allo stesso tempo semplice. Semplice perché non è altro che un sistema che trasferisce informazioni al nervo ottico.

Quante operazioni di questo tipo avete fatto?

In Toscana abbiamo fatto in tutto 33 impianti, di cui 16 a Careggi, facciamo circa 10 impianti all'anno. La selezione del paziente è molto severa, la retinite pigmentosa non è una patologia per fortuna molto comune, è rara, l'incidenza è un caso su 4000, è una patologia trasferibile geneticamente che porta a una cecità completa nel giro di qualche anno. Noi operiamo pazienti che sono allo stato più avanzato della malattia, pazienti che sono ormai non vedenti da ambedue gli occhi. Perché ad oggi la definizione dell'impianto non è eccezionale, noi possiamo dare al paziente operato la possibilità di verde un oggetto, un ostacolo, la forma dei propri cari, muoversi meglio nell'ambiente. Questo per un paziente che è al buio è un grandissimo risultato, ma per un paziente che vede ancora qualcosa, il così detto ipovedente la definizione che noi diamo è ancora bassa. Se lei pensa all'evoluzione tecnologica che c'è per qualsiasi computer può immaginare che tra qualche anno arriveremo a sistemi ancora più complessi che potranno dare una definizione maggiore. Il limite è che qualunque tipo di dispositivo impiantiamo nel nostro corpo deve superare alcune prove di sicurezza e prove cliniche che sono molto lunghe e richiedono sempre più tempo. Faccia conto che impiantare un sistema che ha elettrodi naturalmente deve passare attraverso anni e anni di test, di sicurezza prima e poi di efficacia dopo che dimostrino che è sicuro ed efficace per il paziente. Per questo mentre l telefonino può essere cambiato tutti i mesi, un farmaco o un dispositivo medico ha bisogno di molti anni prima che sia possibile utilizzarlo.

Quali sono le patologie che curate a Careggi e quanti pazienti avete?

Abbiamo un volume di pazienti enorme, curiamo 12 mila pazienti l'anno da tutta Italia, ma anche da tutta Europa. Per l'Argus abbiamo continue richieste da tutto il mondo. Firenze è un centro dal punto di vista turistico molto frequentato quindi nel pronto soccorso per l'emergenza oculistica che è aperto 24 ore su 24 riceviamo pazienti da tutto il mondo. A parte le emergenze abbiamo tanti colleghi che dall'estero ci inviano pazienti. La nostra casistica sono circa 4 mila - 4 mila e 500 interventi di patologia maggiore cioè malattie della retina, della cornea o glaucomi. Abbiamo cominciato un anno fa la terapia dei tumori oculari, siamo uno dei pochi centri in Italia che usa le placche radioattive che si mettono sulla superficie oculare per distruggere i tumore oculare, in particolare il melanoma, una patologia molto grave che oggi viene curata benissimo con questo sistema. Non salviamo solo l'occhio ma conserviamo anche la visione con questo tipo di terapia. La quantità di lavoro e anche la qualità è immensa. A tutto questo si aggiunge l'attività ambulatoriale che supera le 60 mila prestazioni l'anno. Insomma è un grosso reparto, penso che da un punto di vista chirurgico siamo il reparto che fa più interventi l'anno in Italia, qui abbiamo 5 sale operatorie, tecnologia avanzatissima.

Il vostro reparto è considerato un'eccellenza in Toscana, perché?

A parte la qualità delle prestazioni che facciamo che è ad altissimo livello non solo nazionale, è da sottolineare anche la velocità con cui diamo un risposta al paziente. Noi abbiamo un pronto soccorso che in tempo reale nel giro di qualche ora risponde ad ogni tipo di emergenza. Per esempio il distacco di retina che è una classica emergenza oculistica riusciamo ad operarlo nel giro di 24 ore. Anche per la stessa cataratta, le cui liste di attesa sono un problema annoso che riguarda la Toscana e tutta l'Italia, in 90 giorni riusciamo ad eseguire l'operazione ad altissimo livello. Questo non succede spesso in un ospedale pubblico di queste dimensioni. Per questo abbiamo un grandissimo afflusso, speriamo che non si ripercuota poi nella risposta in tempi veloci. Chiaramente più gente arriva più le prestazioni aumentano. A un'elevata qualità dell'assistenza si associa anche una produzione scientifica di grande livello, abbiamo una scuola di specializzazione ambita da tutta Italia da parte degli studenti perché facciamo un'attività di formazione rinomata in tutta Italia.

Per informazioni:

http://www.aou-careggi.toscana.it/

di Costanza Baldini

 

 



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