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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Il Tirreno" del 23 Maggio 2016

Diritto di replica - FS: "Rimedi concordati coi cittadini"

FIRENZE. «Siamo al corrente delle esigenze degli ipovedenti. E le stiamo anche prendendo in considerazione con grande attenzione». A illustrarle a Trenitalia e Rfi un paio di mesi fa è stato Stefano Bardelli, il cinquantacinquenne pendolare toscano che ha contattato Il Tirreno per denunciare le stazioni che non sono misura di persone «a mobilità ridotta». Così le Ferrovie (con tutte le società collegate) definiscono le persone che hanno difficoltà a muoversi in modo autonomo. Persone «per le quali c’è un’attenzione particolare. Al punto che - assicura il gruppo - tutte le azioni di revisione delle stazioni, di allestimenti dei nuovi treni vengono condotte in stretta collaborazione con le associazioni che rappresentano tutte le categorie delle persone a ridotta mobilità, dai disabili ai ciechi». Passando, appunto, anche per gli ipovedenti.

CONTESTATO IL GRADIMENTO SUI TRENI.

A suscitare la protesta di Bardelli è l’ultima relazione della Regione sul livello di soddisfazione dei passeggeri sul servizio toscano di trasporto pubblico su ferro. Insomma, il gradimento dei viaggiatori sui treni regionali, sia da parte dei pendolari che dei viaggiatori occasionali. Anche se un viaggiatore su due riconosce che ancora i treni regionali hanno due pecche notevoli - la pulizia dei bagni e la puntualità - rispetto a tre anni fa, la maggioranza dei passeggeri dà la sufficienza al servizio. Ma per Bardelli, in questa valutazione non si sarebbero tenute in debita considerazione le esigenze delle persone con speciali esigenze, come, appunto, gli ipovedenti.

ATTENZIONE MASSIMA.

In realtà sia Trenitalia che Rfi, smentiscono Bardelli. Ribadiscono la massima attenzione alle persone con disagio a spostarsi in modo autonomo. «La nostra attenzione - assicurano le società di Ferrovie - è massima soprattutto nelle stazioni e negli immobili costruiti nel Novecento, quando non veniva tenuta in considerazione la disabilità. Dopo essere intervenuti nelle grandi stazioni per eliminare le barriere architettoniche, piano piano arriveremo in tutte le stazioni, anche in quelle più piccole. Sempre che da un punto di vista strutturale non ci siano impedimenti insormontabili». Per gli ipovedenti, però, i problemi non sono limitati all’abbattimento delle barriere architettoniche. Servono anche percorsi “tattili”, percorsi che si possano sentire con i piedi, biglietterie automatiche con schermi leggibili; video che annuncino i treni che siano a portata di vista e che non siano messi in alto per tenerli fuori dalla portata dei vandali. Senza considerare, poi, la necessità di avere treni con altoparlanti funzionanti per annunciare fermate e stazioni, possibilmente non solo in italiano.

SOPRALLUOGO CON L’IPOVEDENTE.

«Tutte queste problematiche - ribadiscono Trenitalia e Rfi - ci sono state fatte presenti da Bardelli un paio di mesi fa in un giro che abbiamo fatto insieme anche a personale della Regione. Bisogna capire che per adeguare tutte le stazioni (quasi 200) in Toscana e tutti i treni (ci sono circa 800 corse al giorno) occorrono risorse e tempo. Tuttavia abbiamo registrato le richieste. Deve, però, essere chiaro che molte soluzioni già adottate, per biglietterie automatiche o per percorsi tattili, non solo sono state concordate a livello nazionale con le associazioni delle persone a mobilità ridotta, ma rispondono anche agli standard europei. Ovviamente c’è ancora tanto da migliorare nei nostri servizi, ma l’attenzione che abbiamo è massima».

 

 



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