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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Redattore Sociale" del 2 Agosto 2014

Lombardia, gli alunni disabili senza pi¨ sostegno a scuola?

Con la soppressione delle province non è stato definito a chi (regione, comuni o città metropolitana) spetti stanziare fondi e garantire i servizi nelle scuole. Un'incognita che pesa su 33.500 ragazzi, di cui 2.360 con gravi disabilità alle superiori.

MILANO. Tra poco più di un mese, quando riapriranno le scuole, chi si occuperà di garantire agli studenti con disabilità i servizi di cui hanno diritto? È la domanda che angoscia in Lombardia le famiglie di 33.500 ragazzi. Di questi, 2.360 sono riusciti ad arrivare alle superiori anche se hanno gravi disabilità. Il problema nasce con il ridimensionamento dei compiti delle Province o, come nel caso di Milano, con la creazione della città metropolitana: non si è ancora capito infatti chi avrà il compito di stanziare i fondi e organizzare servizi come il trasporto casa-scuola, il supporto degli assistenti all'autonomia o alla comunicazione. Chi ha una disabilità grave ha bisogno infatti anche di persone che lo aiutino ad andare in bagno, oppure a utilizzare gli ausili didattici o a fare tante altre cose che la vita quotidiana a scuola comporta. Le lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) lancia oggi l'allarme: si faccia chiarezza in tempo, il 15 settembre la campanella suonerà e che suoni per tutti! Chi deve occuparsi di questo aspetto fondamentale? La regione? Quel che rimane della provincia? I comuni?

Per gli studenti con disabilità "c'è la garanzia solo degli insegnanti di sostegno: in media 1 ogni 2,16 alunni -scrive Donatella Morra, referente della Ledha sul tema scuola-. Un numero peraltro insufficiente per permettere ai più gravi non solo di apprendere, ma persino di frequentare le scuole di appartenenza, in un contesto tutt'altro che "facilitante". Classi sempre più affollate dove, mediamente, il 10% degli alunni ha bisogni educativi speciali (BES) conclamati. Bisogna poi fare i conti con insegnanti curricolari demotivati o impreparati a gestire situazioni oggettivamente complesse, discontinuità didattica, formazione e aggiornamento ancora inadeguati".

Se non si garantiscono i servizi non si garantisce il diritto allo studio di migliaia di studenti. "Senza trasporti gratuiti, senza l'eliminazione delle barriere architettoniche, senza l'assistenza igienica di base (i bidelli), senza l'assistenza educativa specialistica, l'integrazione scolastica degli alunni e studenti con disabilità grave o con difficoltà di comunicazione per disabilità sensoriale (non e ipo-vedenti o udenti) è come un mosaico che va in pezzi e con esso vanno in pezzi la volontà, l'impegno e gli sforzi di quanti in questo obiettivo hanno creduto e per questo traguardo tenacemente lavorato".

 

Il 20 giugno Ledha ha rivolto un appello al consiglio regionale della Lombardia perché trovi una soluzione a questo vuoto di competenze. Per ora non si è mosso nulla. Nell'anno scolastico 2013/2014 mille alunni hanno fruito del trasporto gratuito casa-scuola e 1.700 alunni e studenti con disabilità sensoriale hanno disposto di assistenti e ausili per la comunicazione. "Molti ancora mancano all'appello, perché si sa solo che circa 290 studenti con disabilità frequentano le scuole paritarie superiori e 3.900 la formazione professionale, ma non si è a conoscenza dei supporti di cui fruiscono o di cui abbiano bisogno per la didattica e l'autonomia".



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